mercoledì 4 novembre 2009

La Corte Ue boccia il crocifisso...



«Per noi è una sentenza assolutamente inaccettabile. Che l'Italia sia un paese in cui il cristianesimo è la sua stessa storia, lo sappiamo da sempre». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi commentando la sentenza della Corte di Strasburgo che vieta i crocifissi in classe nelle scuole italiane. La Corte europea dei diritti dell'uomo nella sentenza (la prima in assoluto sui simboli religiosi nelle scuole) su un ricorso presentato nel 2002 da una cittadina italiana, ha stabilito infatti che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce "una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione degli alunni". “La sentenza sul crocifisso è una stronzata”, tuona il Senatùr. “L'Europa va bene per l'economia, forse, ma per tante altre cose non va molto bene”, commenta Umberto Bossi, sostenendo che “l'Europa è distante dalla gente, fa il contrario di quello che vogliono i cittadini. Il crocifisso non va messo solo in chiesa, ma in tutti i luoghi pubblici”.
Parole dure verso l’Europa sono state espresse dal segretario di Stato Vaticano cardinale Tarcisio Bertone a margine di una conferenza stampa all’ospedale pediatrico Bambin Gesù: “Purtroppo questa Europa del terzo millennio ci lascia solo le zucche della festa recentemente ripetuta la vigilia del primo novembre e ci toglie i simboli più cari. Questa è veramente una perdita che io deploro. Dobbiamo cercare con tutte le forze - ha detto Bertone - di conservare i segni della nostra fede per chi crede e per chi non crede. Le strade pubbliche debbono togliere tutti i crocifissi?".

E contro la sentenza di Strasburgo si è mobilitato anche il mondo dei social network. “Contro la sentenza ingiusta di Strasburgo, per il crocifisso nelle scuole!”: è il monito del nuovo gruppo di Facebook intitolato 'Si al crocifisso nelle scuole’, nato ieri, che ha già raccolto più di 24.000 membri.

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